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Estimi;
Contesto gerarchico Comune di Mel (fonds) Comunità di Mel (fonds)
scopecontent:
#171;Poche sono le Comuni, scriveva nel 1809 il co. Paolo Pisani, che vantino tanti estimi quanti ne vanta Mel, tutti intelligibili, esatti e ben conservati». La valutazione del Pisani era condivisa da Bartolomeo Cecchetti nel 1867 e nel 1881 e sarebbe ancora attuale se non mancasse l'estimo del 1584. Le statistiche cecchettiane rilevano 19 registri d'estimo, in questa serie ne sono descritti 18, dal 1499 al 1811 (anno in cui si apportarono le ultime registrazioni di traslati sull'estimo confezionato nel 1792). Di norma le operazioni di «catasto», esenti da tensioni e conflitti sociali avvenivano ogni decennio, «... come è costume ogni 10 anni...», previa deliberazione del Consiglio, riportata nel dispositivo all'inizio dei libri aestimi. Nel dispositivo sono contenuti i capitoli di rinnovo dell'estimo: le descrizioni delle terre e dei beni soggetti all'operazione, la denuncia da farsi di oneri gravanti i beni, la nomina del notaio che avrebbe redatto le dichiarazioni di villa in villa, prima in forma di vacchette giornaliere successivamente in registro ed infine la nomina dei deputati all'estimo, uno per ciascun desen . Uno studio comparativo di questa serie ha permesso d'identificare l'estimo-tipo di Mel. Innanzitutto contiene le dichiarazioni dei tre corpi sociali, (residenti, forestieri e clero): le dichiarazioni dei residenti sono le prime descritte, villa per villa, col nome della rispettiva unità economico-demografica, alla quale segue la descrizione di ciascuna proprietà fondiaria, con qualità, quantità, sito e confini, titolo di possesso; dei beni, case o altri edifici (mulini con numero di ruote e nome del torrente o fiume in cui sono siti, folli e fucine) titolo di possesso, ubicazione, ricavi e nome dell'eventuale conduttore. Ciascuna rendita del fuoco viene allibrata, tolti gli aggravii al termine della partita c'è la somma delle rendite e la relativa cifra d'estimo per la ripartizione degli oneri fiscali. Le dichiarazioni dei forestieri sono registrate per desen· in quale hanno proprietà fondiarie o altri beni da reddito nello schema sopra descritto. Seguono le dichiarazioni del clero, residente e forestiero, che possiede beni nel territorio. I bona ecclesiastica sono descritti coll'intitolazione del monastero, convento, chiesa, cappella, altare, luminaria e scuola, beneficio o col nome del pievano secondo lo schema presentato per i residenti. Ciascuna delle operazioni d'estimo ha lasciato testimonianza documentaria. In una prima fase giornalmente il notaio accompagnato dalla commissione di deputati, redigeva il «giornale d'estimo» ed al termine della «cavalcata», le dichiarazioni, raccolte e censite, nella seconda fase venivano trascritte nello «squarzo d'estimo» minuta preparatoria della terza ed ultima fase, quella della confezione dell'estimo definitivo. Venne inserita una piccola variante nel corso del Settecento durante il quale i traslati delle partite d'estimo dovevano essere notificati alla Comunità tramite «polizze» ossia autocertificazioni. Pertanto ho voluto affiancare alla serie «Estimo» tre sottoserie relative ciascuna ai documenti preparatori sopra descritti, «Giornali d'estimo» n.i 89-102 relativa agli anni 1624- 1792; «Squarzi d'estimo», n.i 103-116 dal 1636 al 1793 ed infine «Polizze di traslati d'estimo», n.i 117-126, prodotte dal 1668 al 1779.;
xDams O.S. - ID scheda: IT-DISMA-ST0016-000033